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La realizzazione del bartop

Inseguendo il sogno di possedere un cabinato arcade a casa, ma limitato da vari fattori tra cui quello non di poco conto di abitare ancora con i miei, il primo progetto che ho sviluppato è stato quello della realizzazione di un bartop. Il bartop è la versione miniaturizzata del cabinato, a cui manca tutta la parte sottostante dove viene collocata normalmente la gettoniera, e deve la sua definizione probabilmente proprio al fatto che viste le dimensioni ridotte è possibile collocarlo sopra il bancone di un bar (un po' come le prime slot machine).

Agli inizi del 2000, quando ho iniziato a muovermi in tale direzione, la tendenza era quella di restaurare i cabinati recuperati dalle sale giochi, perché se ne riuscivano ancora a trovare molti e in buono stato, e al limite installarci un PC con un MAME al suo interno. Nei forum specializzati iniziavano però a spuntare le prime discussioni riguardo la possibilità di costruirsi da zero un cabinato in grado di contenere il minimo indispensabile, ovvero il monitor, la scheda madre, l'alimentatore, le casse e la plancia. Il MAME ormai era un progetto consolidato e comprendeva migliaia di giochi, il mercato fioriva di venditori di materiale arcade come joystick, pulsanti, trackball e anche parti di ricambio specifiche nel caso si volesse procedere con qualche recupero. Solo successivamente si consolidò una sorta di standard, a seguito della pubblicazione di un progetto completo di tutte le linee di taglio delle parti necessarie e delle istruzioni per il loro assemblaggio: tale progetto prendeva il nome di Weecade e fu il capostipite dei progetti che si possono trovare ancora oggi su Internet.

Come dicevo, quando ho iniziato non esistevano ancora progetti consolidati e ovviamente non avevo esperienza sul campo, quindi ho dovuto perdere molto tempo a studiare i dettagli per la realizzazione, cercando ogni aiuto possibile su Internet e partecipando alle discussioni sui forum. Tali studi hanno portato anche alla realizzazione di un Wiki, strumento che utilizzo spesso durante le mie fasi progettuali per la possibilità di modificare e aggiornare le pagine via via che il lavoro evolve. Devo dire che ogni tanto mi piace rileggere quelle pagine perché mi fanno tornare alla memoria tutto il tempo e il lavoro necessari per realizzare il mio piccolo di casa.

All'epoca non sapevo lavorare il legno, non avevo un garage con vari attrezzi dove passarmi le giornate e in realtà non avevo proprio un posto dove poter lavorare! I piccoli aggiustamenti dei pannelli, come pure i fori più grandi, li facevo con il Dremel e con infinita pazienza, le prove di montaggio poi le facevo sul tavolo della cucina prima che mia madre mi facesse levare tutto perché era ora di cena. Alla fine comunque dopo una decina di prototipi in cartone sono riuscito a costruire un modello 3D utilizzando una delle primissime versioni di Google Sketchup, un altro strumento che utilizzo moltissimo per i miei progetti (lo ho utilizzato pure per decidere come arredare casa!). Forte di questo modello mi sono fatto fare i tagli con una fresa CNC, ho fatto verniciare e laccare i pannelli e ho così ottenuto la struttura del mio primo cabinato! Non potete immaginare la soddisfazione quando ho montato tutti i pezzi e ho verificato che le varie giunzioni combaciavano alla perfezione. Tra l'altro, ho utilizzato giunzioni perno e barilotto, tipo mobili IKEA, proprio per poterlo montare e smontare a mio piacimento durante le prove.


Ormai la parte più difficile era stata realizzata, l'umore era alle stelle, quindi era giunto il momento di procedere con la preparazione della plancia. La larghezza del mobile mi permetteva di gestire una doppia postazione di gioco con quattro tasti per giocatore (una scelta ottimale e che copre praticamente tutti i giochi, se non si intende giocare con i vari pugni e pedate tipo Street Fighter, che ne vogliono sei). Ho iniziato quindi a montare joystick e pulsanti seguendo la colorazione delle plance Neo Geo, poi ho iniziato a collegarvi i fili tramite faston; per rendere la plancia facilmente rimovibile, ho utilizzato un connettore DB25 (quelli a vaschetta delle vecchie seriali per capirci). La connessione al PC era garantita dall'I-PAC, una scheda encoder USB prodotta da Ultimarc e che si presenta al computer come una tastiera rendendo quindi trasparente l'utilizzo della plancia.

La scheda madre del computer è stata avvitata con appositi piedini direttamente al pannello di fondo, mentre il trasformatore è stato rimosso dal suo contenitore originale per farlo stare all'interno del case. Per l'audio ho invece cannibalizzato delle casse da PC, fissando i coni nella parte superiore del cabinato con in mezzo l'elettronica che amplifica il segnale e una serie di LED per illuminare il marquee (all'epoca non esistevano le LED strip). Infine il monitor è stato fissato con quattro viti al pannello dedicato sfruttando l'attacco VESA.

RIFERIMENTI

  • Le pagine Wiki del mio primo progetto.
  • La galleria fotografica su Flickr.
  • Le pagine del progetto Weecade originale, dal quale sono poi derivati praticamente tutti i progetti attualmente in circolazione.
  • Google Sketchup, un ottimo programma per la modellazione 3D, molto intuitivo e gratuito.
  • La scheda I-PAC, che consente di connettere via USB i pulsanti della plancia simulando una tastiera.